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Lo studio di funzione

Cos'è e a cosa serve lo studio di funzione?  Lo studio di funzione è un importante strumento dell'analisi matematica per poter comprendere al meglio le caratteristiche di una funzione. Ne discende che chiunque lavori nell'ambito delle scienze esatte deve padroneggiare l'abilità di studiare una funzione. In questo post vedremo come si fa uno studio di funzione, a una o più variabili, portando due esempi. Inoltre, vedremo in qual modo lo studio di una funzione possa essere applicato a un caso reale. Studio di funzione: come si fa? Lo studio di una funzione reale a variabili reali deve passare per i seguenti passi in modo ordinato: Dominio e l'immagine : ponendo le condizioni di esistenza della funzione f:DC si può comprendere quale sia il suo dominio naturale D. Inoltre, non meno importante è studiare quale sia l'immagine Im, che può darci utili informazioni. Simmetrie : cerchia...

Moto rettilineo uniforme e moto parabolico

Quando la velocità o l'accelerazione sono costanti


In questo post andremo a vedere le leggi del moto di un punto materiale quando la velocità o l'accelerazione sono costanti. Per lo studio utilizzeremo le definizioni date nel post precedente.

Il moto rettilineo uniforme [ torna al menu ]

Si definisce moto rettilineo uniforme quello in cui la velocità è costante. Si può definire come la forma più semplice di moto, poiché avviene lungo una retta. Infatti, sia E3 lo spazio euclideo a cui appartiene il punto P. Supponiamo di conoscere la posizione r0R3 del punto P al tempo iniziale t0. Sia v la velocità (non dipendente dal tempo t) e sia r la posizione del punto P. La funzione r:RR3 sarà la soluzione del problema di Cauchy

{dr(t)dt=v(t)r(t0)=r0

Integriamo tra il tempo iniziale t0 e un istante generico t del tempo. Dal teorema fondamentale del calcolo intergrale si ha r(t)r(t0)=r0=t0tdr(t)dtdt=t0tvdt=v(tt0) da cui si ricava la legge oraria del moto:r(t)=r0+v(tt0) corrispondente all'equazione parametrica di una retta passante per r0.

Abbiamo ricavato la legge oraria ipotizzando la conoscenza della posizione iniziale. Questa ipotesi si chiama condizione iniziale, ma, come spiegato nel post di sabato, la conoscenza di una posizione qualsiasi è sufficiente. In tal caso, l'ipotesi si chiamerebbe condizione al contorno.

Pertanto, sarà un moto unidimensionale e il sistema di riferimento necessita di una sola coordinata per descrivere ogni posizione del punto materiale. A mio avviso il sistema di riferimento più idoneo è un sistema cartesiano {O,i^} a una coordinata x in cui l'origine OE3 appartiene alla retta contenente la traiettoria e il versore i^ corrisponde al vettore velocità v normalizzato: i^=v/|v|. Indichiamo con v il modulo della velocità v. In tal caso la legge oraria si riscrive come

x(t)i^=r0=r(t0)=x(t0)i^+v(tt0)i^

quindi: x(t)=x(t0)+v(tt0)

Tracciando su un diagramma xt la funzione x(t):RR si ottiene il grafico di una retta con termine noto la posizione iniziale x(t0) e coefficiente angolare v.

Figura 1: grafico della legge oraria per t0=0. Con |v| abbiamo indicato la parte numerica della velocità.

Il moto parabolico o moto uniformemente accelerato [ torna al menu ]

Si definisce moto rettilineo uniformemente accelerato quello in cui l'accelerazione è costante. Se l'accelerazione è costante si dimostra ancora che la traiettoria è curvilinea parabolica. Infatti, sia E3 lo spazio euclideo a cui appartiene il punto P. Supponiamo di conoscere la posizione r0R3 e la velocità  v0R3 del punto P al tempo iniziale t0. Sia a l'accelerazione (non dipendente dal tempo t) e sia r la posizione del punto P. La funzione r:RR3 sarà la soluzione del problema di Cauchy

{dr2(t)dt2=a(t)v(t0)=v0r(t0)=r0

Integriamo tra il tempo iniziale t0 e un istante generico t del tempo. Dal teorema fondamentale del calcolo intergrale si ha v(t)v(t0)=v0=t0tdv(t)dtdt=t0tadt=a(tt0) da cui si ricava la legge oraria della velocità: v(t)=v0+a(tt0) Adesso, ricordando che la velocità è la derivata temporale della posizione, integriamo quest'ultima equazione tra t0 e t: r(t)r(t0)=r0=t0tdr(t)dtdt=t0tv(t)dt=t0t(v0+a(tt0))dt=v0(tt0)+12a(tt0)2 da cui si ricava, infine, la legge oraria della posizione: r(t)=r0+v0(tt0)+12a(tt0)2 corrispondente all'equazione parametrica di una curva parabolica passante per r0. La parabola è una sezione conica, pertanto è contenuta su un piano. Ora, possiamo scomporre v0 come v0=v0,i^+v0,j^ dove i^=a/|a| è il vettore accelerazione normalizzato. Nota che i versori i^ e j^ costituiscono una base ortonormale del piano che contiene la traiettoria.

  • v0,=v0i^ rappresenta la componente parallela all'accelerazione della velocità iniziale v0.
  • v0,j^=i^×(v×i^) rappresenta, invece la componente della velocità iniziale perpendicolare all'accelerazione.

Sia {i^,j^,k^} una base ortonormale di R3. La legge oraria della posizione diventa 

ri(t)i^+rj(t)j^+rk(t)k^=r(t)=

ri(t0)i^+rj(t0)j^+rk(t0)k^=r0+(v0,i^+v0,j^)(tt0)+12a(tt0)2i^=

(ri(t0)+v0,(tt0)+12a(tt0)2)i^+(rj(t0)+v0,(tt0))j^+rk(t0)k^

Eguagliando le componenti dei vettori si ottengono tre leggi orarie per ogni coordinata:

{ri(t)=ri(t0)+v0,(tt0)+12a(tt0)2rj(t)=rj(t0)+v0,(tt0)rk(t)=rk(t0)

Quindi, possiamo scomporre il moto come la somma di un moto rettilineo uniforme in direzione perpendicolare all'accelerazione e di un moto rettilineo uniformemente accelerato in direzione dell'accelerazione (la legge rk(t)=rk(t0) ci dice semplicemente che la coordinata rk è costante). Il caso più noto ed evidente di questa scomposizione è il moto di un proiettile, sul quale agisce l'accelerazione gravitazionale del pianeta.

Abbiamo ricavato la legge oraria ipotizzando la conoscenza della posizione e velocità al tempo t0. Queste ipotesi si chiamano condizioni iniziali, ma, anche in questo caso, la conoscenza di una posizione e di una velocità qualsiasi è sufficiente.

Ora, concentriamoci sulla legge oraria del moto uniformemente accelerato sulla direzione i^. Se la componente della velocità iniziale perpendicolare all'accelerazione è nulla (ovvero, se v0,=0), il moto avviene su una retta. Anche questo moto è unidimensionale e il sistema di riferimento necessita di una sola coordinata per descrivere ogni posizione del punto materiale. Ancora, il sistema di riferimento più idoneo è il sistema cartesiano {O,i^} a una coordinata x in cui l'origine OE3 appartiene alla retta contenente la traiettoria e il versore i^ corrisponde al vettore accelerazione a normalizzato: i^=a/|a|. Indichiamo con a il modulo della velocità a. In tal caso la legge oraria si riscrive come

x(t)i^=r0=r(t0)=x(t0)i^+v0(tt0)=v0(tt0)i^+12a(tt0)2i^

quindi: x(t)=x(t0)+v0(tt0)+12a(tt0)2

Tracciando su un diagramma xt la funzione x(t):RR si ottiene il grafico di una parabola. La pendenza della retta in un punto della parabola rappresenta la velocità istantanea in quel punto.

Figura 2: grafico della legge oraria per lo spostamento x(t) in direzione dell'accelerazione.

Fonte delle immagini [ torna al menu ]

Figura d'intestazione: di Adbar - Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=25225133.

Figure 1 e 2: creato con Microsoft OneNote.

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