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Lo studio di funzione

Cos'è e a cosa serve lo studio di funzione?  Lo studio di funzione è un importante strumento dell'analisi matematica per poter comprendere al meglio le caratteristiche di una funzione. Ne discende che chiunque lavori nell'ambito delle scienze esatte deve padroneggiare l'abilità di studiare una funzione. In questo post vedremo come si fa uno studio di funzione, a una o più variabili, portando due esempi. Inoltre, vedremo in qual modo lo studio di una funzione possa essere applicato a un caso reale. Studio di funzione: come si fa? Lo studio di una funzione reale a variabili reali deve passare per i seguenti passi in modo ordinato: Dominio e l'immagine : ponendo le condizioni di esistenza della funzione f:DC si può comprendere quale sia il suo dominio naturale D. Inoltre, non meno importante è studiare quale sia l'immagine Im, che può darci utili informazioni. Simmetrie : cerchia...

La media aritmetica e ponderata - quanto influisce un voto sulla media?

Quanto devo prendere per...


A scuola, nel periodo in cui s'intravedeva la pagella avvicinarsi all'orizzonte, ci siamo tutti chiesti la fatidica domanda:

Quanto devo prendere per arrivare alla sufficienza?

Vediamo come si calcola in questo post!

Sommario

  • Media aritmetica
    • Con un voto
    • Con due voti
    • Con m voti
  • Media ponderata
    • Con un voto
    • Con m voti
    • Dimostrazione dell'equazione
  • Immagini

Media aritmetica

Con un voto

Formula

Ci sono diversi modi per valutare uno studente. Il metodo più utilizzato nelle scuole di grado inferiore all'università è sicuramente la media aritmetica. Dati n voti v1,...,vn, la media aritmetica Ma si calcola per definizione come rapporto tra la somma dei voti e il loro numero:

Ma:=1ni=1nvi=v1+v2+...+vnn

Ora, supponiamo di avere già quegli n voti e che prossimamente sia programmata una verifica. Il voto vn+1 della verifica sarà l'n+1-esimo. Quanto devo prendere per riuscire ad avere una certa media Ma? Basta utilizzare la formula inversa della definizione:

(2)vn+1=(n+1)Mai=1nvi

Esempio

Ad esempio, i voti di Marco in storia siano 4,5,4,6. La media sarebbe:

Ma=4+5+4+64=194=4.75

Per riuscire a ottenere la media del 6 dovrei prendere nella prossima verifica un voto v pari a:

v=(4+1)6(4+5+4+6)=11

Naturalmente, non è possibile prendere 11 dal momento che i voti nella scuola italiana vengono assegnati con un massimo pari a 10. Quindi, cosa significa? Se il voto v è maggiore di 10, ciò significa che è impossibile ottenere la media desiderata con un solo voto: potrebbero servirne di più.

Con due voti

Formula

Proviamo a vedere come diventa il calcolo se avessi bisogno di due voti per raggiungere una certa media aritmetica. Supponiamo di voler utilizzare i voti vn+1 e vn+2 delle due prossime verifiche. Una volta ottenuti i due voti, la media aritmetica Ma si calcola per definizione come

Ma:=1n+2i=1n+2vi=1n+2(i=1nvi+vn+1+vn+2)

Dunque, esiste la seguente relazione tra la media Ma futura e i prossimi due voti:

(3)vn+1+vn+2=(n+2)Mai=1nvi

Non avendo altre condizioni sui voti vn+1 e vn+2 a parte quella per cui i due voti siano multipli di 0.25 e che siano compresi tra 0 e 10, in generale esistono molteplici combinazioni possibili per soddisfare l'equazione (3) (ricorda che hai già preso gli n voti v1,...,vn, dunque il secondo membro dell'equazione è un numero!). 

È molto semplice dimostrare che la combinazione di voti vn+1 e vn+2 che minimizza lo sforzo è quella in cui i due voti siano uguali (vn+1=vn+2). In tal caso, si ha

vn+1=12((n+2)Mai=1nvi)

Esercizio 1: dimostra che la combinazione in cui vn+1=vn+2 è quella che minimizza lo sforzo, ovvero che permette di avere i voti minori da prendere.

Esempio

Torniamo all'esempio di Marco nel paragrafo precedente. Abbiamo visto che con i voti in storia 4,5,4,6 non potrei avere la media del 6 neanche prendendo 10 nella prossima verifica. Vediamo, invece, come potrei arrivare al 6 con le prossime due verifiche:

v=12((4+2)6(4+5+4+6))=8.5

Prendendo due volte otto e mezzo Marco arriverebbe alla sufficienza nella media.

Con m voti

Formula

E se fosse troppo difficile prendere otto e mezzo due volte? Posso pur sempre aumentare il numero di voti da prendere per raggiungere il mio obiettivo. Proviamo a generalizzare il metodo precedente, usando un certo numero m di voti da prendere invece che due.

Immagina di aver già preso gli n voti v1,...,vn e di voler dedicare le prossime m verifiche al raggiungimento di una certa media Ma. Se immaginiamo di aver già preso questi m voti vn+1,...,vn+m, la media si calcola come segue:

Ma:=1n+mi=1n+mvi=1n+m(i=1nvi+j=n+1n+mvj)

Pertanto, decisa la media obiettivo Ma, deve valere l'equazione

(4)j=n+1n+mvj=(n+m)Mai=1nvi

Di nuovo esistono in generale moltissime possibili combinazioni dei voti vn+1,...,vn+m che soddisfano la relazione (4), ma la combinazione meno onerosa è quella in cui gli m voti sono tutti uguali. In tal caso, il primo voto che dovresti prendere (e, quindi, anche i restanti) dovrebbe essere:

vn+1=1m((n+m)Mai=1nvi)

Qual è la parte interessante? Che il voto vn+1 che dovresti prendere diminuisce con l'aumentare del numero m di prossimi voti che investirai nel raggiungimento della media desiderata Ma!

Esercizio 2: prova a dimostrarlo ;)

Esempio

Torniamo a Marco: Marco decide che arrivare a otto e mezzo per due volte è troppo ambizioso. Invece, vuole investire i suoi prossimi 4 voti nel raggiungimento della sufficienza. Qual è il voto che per le prossime quattro verifiche dovrebbe prendere?

v=14((4+4)6(4+5+4+6))=7.25

Con quattro 7+ Marco arriverebbe alla sufficienza.

Quanti voti?

Formula

Proviamo, ora, a ribaltare la prospettiva. Invece di chiederci quale siano i prossimi voti che dovrei prendere, chiediamoci: "per quante volte dovrei prendere un certo voto v per arrivare alla media sperata?"

L'incognita adesso non è v, ma è m! Per rispondere a questa domanda possiamo, pertanto, risolvere l'equazione (4) per m ponendo tutti i voti vn+1,...,vn+m pari al voto v che voglio prendere:

m=1vMa(nMai=1nvi)

Esempio

Tornando a Marco, Marco ha deciso che vuole raggiungere la media del 6 a forza di 7. Quandi 7 dovrebbe prendere per arrivare alla sufficienza?

m=176(46(4+5+4+6))=5

Marco dovrebbe prendere 5 volte 7 per arrivare al 6 nella media.

Media ponderata

Con un voto

Formula

Nelle università la storia è diversa. Il metodo di valutazione utilizzato nelle università è la media ponderata. Dati i voti v1,...,vn con i relativi pesi σ1,...,σn (che potrebbero essere, ad esempio, i CFU dei relativi esami) la media ponderata si calcola come

(5)Mp:=i=1nσivij=1nσj

Si chiama "ponderata" appunto perché maggiore è il peso σi rispetto agli altri, più il corrispettivo voto vi avrà influenza sulla media.

Come nel capitolo precedente, supponiamo di avere già quegli n voti nel nostro libretto e che prossimamente sia programmato un esame. Quale dovrebbe essere il prossimo voto vn+1 (con peso σn+1) per arrivare alla media Mp? Per rispondere è sufficiente calcolare la media, supponendo di conoscere questo voto, e poi risolvere rispetto a lui:

(6)vn+1=1σn+1((j=1n+1σj)Mpi=1nσivi)

Esempio

Ad esempio, Marco è arrivato all'università e ora studia alla facoltà di storia. Sul libretto ha già quattro esami con i voti 18,19,22,23, con i valori in CFU rispettivamente di 9,9,3,6. La sua media ponderata attuale è circa 19.89 e vorrebbe portarla a 21. Il prossimo esame è da 6 CFU. Quale voto dovrebbe prendere?

v=16((9+9+3+6+6)21(918+919+322+623))=26

Con m voti

Formula

Se 26 fosse un voto troppo alto da raggiungere, Marco potrebbe utilizzare i prossimi m voti per abbassare l'asticella. Supponiamo di aver già i voti v1,...,vn con i relativi pesi σ1,...,σn sul libretto e di voler investire i prossimi m voti vn+1,...,vn+m con i relativi pesi σn+1,...,σn+m per raggiungere la media ponderata Mp desiderata. La relazione che esiste tra i voti vn+1,...,vn+m e la media obiettivo Mp è

(7)k=n+1n+mσkvk=(j=1n+mσj)Mpi=1nσivi

Per comodità chiamiamo nell'equazione (7) il secondo membro p:=(j=1n+mσj)Mpi=1nσivi, che è un numero noto, poiché già sono noti per ipotesi la media Mp desiderata, i voti v1,...,vn con i relativi pesi σ1,...,σn registrati nel libretto e i pesi σn+1,...,σn+m dei prossimi voti.

Naturalmente, vogliamo minimizzare lo sforzo cercando i minimi voti vn+1,...,vn+m che permettano di rendere vera l'uguaglianza (7). Questi sono:

{vn+1=pqσn+1vn+2=pqσn+2vn+m=pqσn+m

dove q:=k=n+1n+mσk2. Per i più curiosi lascio nel prossimo paragrafo la dimostrazione 😉.

Nota che p dipende dalla media Mp che ti poni come obiettivo, mentre q dipende solo dal peso dei prossimi esami.

Esempio

Torniamo ancora una volta a Marco. Marco decide che 26 è fuori dalla sua portata e decide di usare la prossima sessione di 3 esami per raggiungere il suo obiettivo: la media del 21. Questi esami sono storia antica, storia medievale e storia contemporanea, con CFU rispettivamente 6,12,9. Il coefficiente p per l'obiettivo che si è posto Marco è

p:=(9+9+3+6CFU degli esami già dati+6+12+9CFU dei prossimi esami)21(918+919+322+623)=597

Mentre il coefficiente q degli esami è

q:=62+122+92=261

I voti vsto. ant.,vsto. med.,vsto. con. che dovrebbe prendere sono:

{vsto. ant.=527261613.73vsto. med.=5272611227.45vsto. con.=527261920.59

Dunque, prendendo 14 in storia antica, 28 in storia medievale, e 21 in storia contemporanea, Marco avrebbe raggiunto almeno la media del 21. Ovviamente, Marco non può prendere 14 in storia antica, perché l'esame non sarebbe superato. Quel 14 significa che può permettersi un voto molto basso in quell'esame. Dunque? Si rifà il calcolo supponendo di aver preso il minimo per superare quell'esame: 18. In tal caso i coefficienti p e q valgono

p:=(9+9+3+6+6CFU degli esami già dati+12+9CFU dei prossimi esami)21(918+919+322+623+618)=489

q:=62+122+92+62=297

I voti vsto. med.,vsto. con. che dovrebbe prendere sono:

{vsto. med.=4892971219.76vsto. con.=489297914.82

I voti (arrotondati per eccesso) sarebbero un 20 in storia medievale e un 15 in storia contemporanea. Ancora una volta, il 15 non è accettabile, quindi supponiamo che Marco prenda 18 in storia contemporanea e calcoliamo il voto che dovrebbe prendere in storia medievale (questa volta con la formula (6)).

vsto. med.=112((9+9+3+6+6+12+9)21(918+919+322+623+618+918))=27.25

Marco dovrebbe arrivare a un 28 in storia medievale. 

Riassumendo: prendendo 18 in storia antica e in storia contemporanea e un 28 in storia medievale, Marco arriverebbe alla media del 21. Nel caso di Marco un 28 in storia contemporanea, un esame da 12 CFU, non è più semplice di un 26 in storia antica, quindi:

  • da un lato, se l'obiettivo di Marco è semplicemente arrivare alla media del 21, gli basta prendere 26 in storia antica (6 CFU), ma poi sarà più difficile mantenere questa media.
  • dall'altro, se l'obiettivo di Marco è arrivare e mantenere la media del 21, allora prendere 28 in storia medievale gli permetterebbe di arrivare semplicemente al 18 nei restanti due esami.

Come si può vedere, l'equazione (7) non implica necessariamente prendere un voto minore, ma minimizza lo sforzo utilizzando gli esami di peso maggiore. In conclusione, è uno strumento di pianificazione.

Dimostrazione dell'equazione (7)

Se ammettiamo per semplicità computazionale che i voti vn+1,...,vn+m assumano valori reali, l'equazione (7) corrisponde all'equazione cartesiana di un iperpiano α nello spazio euclideo Em su Rm. Dunque, la combinazione di voti vn+1,...,vn+m che minimizza questi voti e che mi permetta di raggiungere la media Mp è quella del punto di En, le cui coordinate nella base canonica siano i voti vn+1,...,vn+m, appartenente all'iperpiano α la cui distanza euclidea dall'origine O sia minima.

Il punto H di α che soddisfa questa condizione è quello dato dall'intersezione di α con la sua retta r normale passante per l'origine. L'equazione parametrica di questa retta è

(8)r:P=O+λn

dove n=(σn+1,...,σn+m)T è il vettore normale all'iperpiano α e λR è un coefficiente. In forma esplicita:

r:[vn+1vn+2vn+m]=[λσn+1λσn+2λσn+m] 

Il punto H, essendo per definizione l'intersezione tra r e α, deve soddisfare sia l'equazione (7), sia l'equazione (8). Pertanto, deve valere il sistema di equazioni

{vn+1=λσn+1vn+2=λσn+2vn+m=λσn+mk=n+1n+mσkvk=p

Sostituendo i valori di vn+1,...,vn+m nell'equazione (7) si ottiene:

(9)λ=pq

dove q:=k=n+1n+mσk2. Segue la tesi:

HO=λσ

con λ dato dalla (9) e σ=(σn+1,...,σn+m)T il vettore dei pesi.

Influenza di un voto sulla media

Media aritmetica

Ora, proviamo a porci un'altra domanda, una domanda di tipo qualitativo: data una successione di voti v1,...,vn quanto influenza la media un nuovo voto vn+1? Per rispondere dobbiamo innanzitutto capire cosa si intende per "influenza". Definiamo Ma(n) la media aritmetica degli n voti v1,...,vn e Ma(n+1) la media aritmetica degli n+1 voti v1,...,vn,vn+1. La variazione della media si calcola come 

ΔMa=Ma(n+1)Ma(n):=1n+1i=1n+1vi1ni=1nvi=(1n+11n)i=1nvi+vn+1n+1

Definiamo, poi, l'influenza i del voto vn+1 la variazione percentuale della media che questo voto provoca.

i(vn+1):=ΔMaMa(n)=nn+1(1+vn+1i=1nvi)1

Come si nota dalla formula qui sopra, l'influenza i è lineare nel nuovo voto vn+1 e diminuisce rapidamente all'aumentare del numero di voti n già registrati, fino a diventare nulla per un numero teoricamente infinito di voti.

limni=0

Infatti, il termine nn+1 tende a 1, mentre la sommatoria i=1nvi tende a infinito, essendo i termini vi compresi tra 0 e 10, quindi il rapporto vn+1i=1nvi tende a 0.

Per comprendere meglio quale sia l'influenza di un nuovo voto v, torniamo all'esempio di Marco, i cui voti in storia siano 4,5,4,6. L'influenza di v sulla media di Marco sarebbe

i(v)=44+1(1+v4+5+4+6)1=45(1+v19)1

Guardando il grafico si nota come:

  • uno 0 diminuirebbe la media del 20%;
  • un 5- (4,75) manterrebbe la media uguale.
  • un 10 aumenterebbe la media del 22,11%.

Immagini

Foto di intestazione: di Annie Spratt, https://unsplash.com/@anniespratt.

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