Quanto devo prendere per...
A scuola, nel periodo in cui s'intravedeva la pagella avvicinarsi
all'orizzonte, ci siamo tutti chiesti la fatidica domanda:
Quanto devo prendere per arrivare alla sufficienza?
Vediamo come si calcola in questo post!
Sommario
- Media aritmetica
- Con un voto
- Con due voti
- Con voti
- Media ponderata
- Con un voto
- Con voti
- Dimostrazione dell'equazione
- Immagini
Media aritmetica
Con un voto
Formula
Ci sono diversi modi per valutare uno studente. Il metodo più utilizzato nelle
scuole di grado inferiore all'università è sicuramente la
media aritmetica. Dati voti , la media aritmetica si calcola per
definizione come rapporto tra la somma dei voti e il loro numero:
Ora, supponiamo di avere già quegli voti e che prossimamente sia
programmata una verifica. Il voto della verifica sarà
l'-esimo. Quanto devo prendere per riuscire ad avere una certa media
? Basta utilizzare la formula inversa della definizione:
Esempio
Ad esempio, i voti di Marco in storia siano . La media sarebbe:
Per riuscire a ottenere la media del dovrei prendere nella prossima
verifica un voto pari a:
Naturalmente, non è possibile prendere dal momento che i voti nella
scuola italiana vengono assegnati con un massimo pari a . Quindi, cosa
significa? Se il voto è maggiore di , ciò significa che è
impossibile ottenere la media desiderata con un solo voto: potrebbero servirne
di più.
Con due voti
Formula
Proviamo a vedere come diventa il calcolo se avessi bisogno di due voti per
raggiungere una certa media aritmetica. Supponiamo di voler utilizzare i voti
e delle due prossime verifiche. Una volta ottenuti i
due voti, la media aritmetica si calcola per definizione come
Dunque, esiste la seguente relazione tra la media futura e i prossimi
due voti:
Non avendo altre condizioni sui voti e a parte quella
per cui i due voti siano multipli di e che siano compresi tra e
, in generale esistono molteplici combinazioni possibili per soddisfare
l'equazione (ricorda che hai già preso gli voti
, dunque il secondo membro dell'equazione è un numero!).
È molto semplice dimostrare che la combinazione di voti e
che minimizza lo sforzo è quella in cui i due voti siano uguali
(). In tal caso, si ha
Esercizio 1: dimostra che la combinazione in cui
è quella che minimizza lo sforzo, ovvero che permette di avere i voti minori
da prendere.
Esempio
Torniamo all'esempio di Marco nel paragrafo precedente. Abbiamo visto che con
i voti in storia non potrei avere la media del neanche
prendendo nella prossima verifica. Vediamo, invece, come potrei
arrivare al con le prossime due verifiche:
Prendendo due volte otto e mezzo Marco arriverebbe alla sufficienza nella
media.
Con voti
Formula
E se fosse troppo difficile prendere otto e mezzo due volte? Posso pur sempre
aumentare il numero di voti da prendere per raggiungere il mio obiettivo.
Proviamo a generalizzare il metodo precedente, usando un certo numero di
voti da prendere invece che due.
Immagina di aver già preso gli voti e di voler dedicare
le prossime verifiche al raggiungimento di una certa media . Se
immaginiamo di aver già preso questi voti , la
media si calcola come segue:
Pertanto, decisa la media obiettivo , deve valere l'equazione
Di nuovo esistono in generale moltissime possibili combinazioni dei voti che soddisfano la relazione , ma la
combinazione meno onerosa è quella in cui gli voti sono tutti uguali. In
tal caso, il primo voto che dovresti prendere (e, quindi, anche i restanti)
dovrebbe essere:
Qual è la parte interessante? Che il voto che dovresti
prendere diminuisce con l'aumentare del numero di prossimi voti che
investirai nel raggiungimento della media desiderata !
Esercizio 2: prova a dimostrarlo ;)
Esempio
Torniamo a Marco: Marco decide che arrivare a otto e mezzo per due volte è
troppo ambizioso. Invece, vuole investire i suoi prossimi voti nel
raggiungimento della sufficienza. Qual è il voto che per le prossime quattro
verifiche dovrebbe prendere?
Con quattro 7+ Marco arriverebbe alla sufficienza.
Quanti voti?
Formula
Proviamo, ora, a ribaltare la prospettiva. Invece di chiederci quale siano i
prossimi voti che dovrei prendere, chiediamoci: "per quante volte dovrei
prendere un certo voto per arrivare alla media sperata?"
L'incognita adesso non è , ma è ! Per rispondere a questa domanda
possiamo, pertanto, risolvere l'equazione per ponendo
tutti i voti pari al voto che voglio prendere:
Esempio
Tornando a Marco, Marco ha deciso che vuole raggiungere la media del a
forza di . Quandi dovrebbe prendere per arrivare alla sufficienza?
Marco dovrebbe prendere volte per arrivare al nella media.
Media ponderata
Con un voto
Formula
Nelle università la storia è diversa. Il metodo di valutazione utilizzato
nelle università è la media ponderata. Dati i voti con i relativi pesi
(che potrebbero essere, ad esempio, i CFU dei relativi esami) la media
ponderata si calcola come
Si chiama "ponderata" appunto perché maggiore è il peso rispetto
agli altri, più il corrispettivo voto avrà influenza sulla media.
Come nel capitolo precedente, supponiamo di avere già quegli voti nel
nostro libretto e che prossimamente sia programmato un esame. Quale dovrebbe
essere il prossimo voto (con peso ) per arrivare
alla media ? Per rispondere è sufficiente calcolare la media,
supponendo di conoscere questo voto, e poi risolvere rispetto a lui:
Esempio
Ad esempio, Marco è arrivato all'università e ora studia alla facoltà di
storia. Sul libretto ha già quattro esami con i voti , con i
valori in CFU rispettivamente di . La sua media ponderata attuale è
circa e vorrebbe portarla a . Il prossimo esame è da
CFU. Quale voto dovrebbe prendere?
Con voti
Formula
Se fosse un voto troppo alto da raggiungere, Marco potrebbe utilizzare
i prossimi voti per abbassare l'asticella. Supponiamo di aver già i voti
con i relativi pesi sul libretto e
di voler investire i prossimi voti con i
relativi pesi per raggiungere la media
ponderata desiderata. La relazione che esiste tra i voti
e la media obiettivo è
Per comodità chiamiamo nell'equazione il secondo membro , che è un numero noto, poiché già
sono noti per ipotesi la media desiderata, i voti con
i relativi pesi registrati nel libretto e i pesi
dei prossimi voti.
Naturalmente, vogliamo minimizzare lo sforzo cercando i minimi voti
che permettano di rendere vera l'uguaglianza
. Questi sono:
dove . Per i più curiosi lascio
nel prossimo paragrafo la dimostrazione 😉.
Nota che dipende dalla media che ti poni come obiettivo, mentre
dipende solo dal peso dei prossimi esami.
Esempio
Torniamo ancora una volta a Marco. Marco decide che è fuori dalla sua
portata e decide di usare la prossima sessione di esami per raggiungere
il suo obiettivo: la media del . Questi esami sono storia antica, storia
medievale e storia contemporanea, con CFU rispettivamente . Il
coefficiente per l'obiettivo che si è posto Marco è
Mentre il coefficiente degli esami è
I voti che
dovrebbe prendere sono:
Dunque, prendendo in storia antica, in storia medievale, e
in storia contemporanea, Marco avrebbe raggiunto almeno la media del
. Ovviamente, Marco non può prendere in storia antica, perché
l'esame non sarebbe superato. Quel significa che può permettersi un
voto molto basso in quell'esame. Dunque? Si rifà il calcolo supponendo di aver
preso il minimo per superare quell'esame: . In tal caso i coefficienti
e valgono
I voti che dovrebbe prendere
sono:
I voti (arrotondati per eccesso) sarebbero un in storia medievale e un
in storia contemporanea. Ancora una volta, il non è accettabile,
quindi supponiamo che Marco prenda in storia contemporanea e calcoliamo
il voto che dovrebbe prendere in storia medievale (questa volta con la formula
).
Marco dovrebbe arrivare a un in storia medievale.
Riassumendo: prendendo in storia antica e in storia contemporanea e un
in storia medievale, Marco arriverebbe alla media del . Nel caso
di Marco un in storia contemporanea, un esame da CFU, non è più
semplice di un in storia antica, quindi:
-
da un lato, se l'obiettivo di Marco è semplicemente arrivare alla media del
, gli basta prendere in storia antica ( CFU), ma poi sarà
più difficile mantenere questa media.
-
dall'altro, se l'obiettivo di Marco è arrivare e mantenere la media del
, allora prendere in storia medievale gli permetterebbe di
arrivare semplicemente al nei restanti due esami.
Come si può vedere, l'equazione non implica necessariamente
prendere un voto minore, ma minimizza lo sforzo utilizzando gli esami di peso
maggiore. In conclusione, è uno strumento di pianificazione.
Dimostrazione dell'equazione
Se ammettiamo per semplicità computazionale che i voti
assumano valori reali, l'equazione
corrisponde all'equazione cartesiana di un iperpiano
nello spazio euclideo su .
Dunque, la combinazione di voti che minimizza
questi voti e che mi permetta di raggiungere la media è quella del
punto di , le cui coordinate nella base canonica siano i voti
, appartenente all'iperpiano la cui distanza
euclidea dall'origine sia minima.
Il punto di che soddisfa questa condizione è quello dato
dall'intersezione di con la sua retta normale passante per
l'origine. L'equazione parametrica di questa retta è
dove è il vettore normale
all'iperpiano e è un coefficiente. In
forma esplicita:
Il punto , essendo per definizione l'intersezione tra e ,
deve soddisfare sia l'equazione , sia l'equazione
. Pertanto, deve valere il sistema di equazioni
Sostituendo i valori di nell'equazione
si ottiene:
dove . Segue la tesi:
con dato dalla e il vettore dei pesi.
Influenza di un voto sulla media
Media aritmetica
Ora, proviamo a porci un'altra domanda, una domanda di tipo qualitativo: data
una successione di voti quanto influenza la media un nuovo
voto ? Per rispondere dobbiamo innanzitutto capire cosa si intende
per "influenza". Definiamo la media aritmetica degli voti
e la media aritmetica degli voti
. La variazione della media si calcola come
Definiamo, poi, l'influenza del voto la variazione
percentuale della media che questo voto provoca.
Come si nota dalla formula qui sopra, l'influenza è lineare nel nuovo
voto e diminuisce rapidamente all'aumentare del numero di voti
già registrati, fino a diventare nulla per un numero teoricamente
infinito di voti.
Infatti, il termine tende a , mentre la sommatoria
tende a infinito, essendo i termini
compresi tra e , quindi il rapporto tende a .
Per comprendere meglio quale sia l'influenza di un nuovo voto , torniamo
all'esempio di Marco, i cui voti in storia siano . L'influenza di
sulla media di Marco sarebbe
Guardando il grafico si nota come:
- uno 0 diminuirebbe la media del 20%;
- un 5- (4,75) manterrebbe la media uguale.
- un 10 aumenterebbe la media del 22,11%.
Immagini
Foto di intestazione: di Annie Spratt,
https://unsplash.com/@anniespratt.
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