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Lo studio di funzione

Cos'è e a cosa serve lo studio di funzione?  Lo studio di funzione è un importante strumento dell'analisi matematica per poter comprendere al meglio le caratteristiche di una funzione. Ne discende che chiunque lavori nell'ambito delle scienze esatte deve padroneggiare l'abilità di studiare una funzione. In questo post vedremo come si fa uno studio di funzione, a una o più variabili, portando due esempi. Inoltre, vedremo in qual modo lo studio di una funzione possa essere applicato a un caso reale. Studio di funzione: come si fa? Lo studio di una funzione reale a variabili reali deve passare per i seguenti passi in modo ordinato: Dominio e l'immagine : ponendo le condizioni di esistenza della funzione f:DC si può comprendere quale sia il suo dominio naturale D. Inoltre, non meno importante è studiare quale sia l'immagine Im, che può darci utili informazioni. Simmetrie : cerchia...

L'integrale: alle basi del calcolo integrale

Cos'è l'integrale? - I fondamenti del calcolo integrale

Probabilmente ti sarà capitato a scuola di incontrare questo strano simbolo , ma cosa significa? Come si calcola un integrale e cos'è? L'integrale è alla base di una branca dell'analisi matematica, chiamata "calcolo integrale". È uno strumento fondamentale dell'analisi del continuo, utilizzato nelle più disparate scienze precise: dalla fisica all'economia. Dunque, per uno studente STEM conoscerne il significato e l'utilizzo è essenziale. 

In questo post definiremo l'integrale di una funzione reale a valori reali per gli studenti di liceo e vedremo quali sono le sue generalizzazioni, utili per gli studenti universitari.

Prerequisiti:

  • numeri reali
  • calcolo differenziale

L'integrale di Riemann [ torna al menu ]

Esistono diverse definizioni di integrale. Iniziamo dalla definizione data da Bernhard Riemann.

Funzioni reali a una variabile [ torna al menu ]

Iniziamo il nostro percorso con il caso più semplice: l'integrale di una funzione reale a una variabile f:[a,b]R, con [a,b]R.

Immaginiamo di aver tracciato il grafico Γ di questa funzione sul piano cartesiano Oxy e di voler calcolare l'area sottesa tra il grafico della funzione e l'asse x delle ascisse in un intervallo [a,b] di quest'ultimo. Se la porzione di piano indicata non è una figura di cui già conosciamo la formula, come ad esempio un triangolo o un rettangolo, il calcolo sarebbe impossibile. È a questo punto che arriva in aiuto un nuovo strumento: l'integrale.

Suddividiamo l'intervallo [a,b] in n sottointervalli [x0,x1],[x1,x2],...,[xn1,xn], definiti dai nodi x0,x1,...,xn1,xn con x0=a e xn=b. Tale suddivisione prende il nome di "partizione" dell'intervallo [a,b]. Ora, consideriamo per ogni sottointervallo

  • la lunghezza del sottointervallo: xjxj1;
  • il minimo valore assunto dalla funzione nel j-esimo sottointervallo minx[xj1,xj]f(x)
  • il massimo valore assunto dalla funzione nel j-esimo sottointervallo maxx[xj1,xj]f(x)

La massima lunghezza |Δ|=maxj{1,...,n}(xjxj1) prende il nome di "calibro" della partizione.

Ora, definiamo una grandezza che chiameremo somma di Riemann

σn=j=1n(xjxj1)f(tj)

dove tj[xj1,xj]. σn rappresenta la somma dei rettangoli con base di lunghezza xjxj1 pari alla lunghezza dell'intervallo [xj1,xj] e di altezza pari a un valore della funzione f(tj) nello stesso intervallo. 

Scelte comuni di tj sono

  • tj=xj1, nel qual caso σn si chiama somma sinistra di Riemann;
  • tj=xj, nel qual caso σn si chiama somma destra di Riemann;
  • tj=xjxj12, nel qual caso σn si chiama somma media di Riemann;
  • tj[xj1,xj]:f(tj)=minx[xj1,xj]f(x), nel qual caso σn si chiama somma inferiore di Riemann;
  • tj[xj1,xj]:f(tj)=maxx[xj1,xj]f(x), nel qual caso σn si chiama somma superiore di Riemann;

Ora, l'idea è quella di prendere partizioni sempre più fini, ovvero di aumentare il numero n di poli fino a infinito, in modo da rendere infinitamente piccoli gli intervalli [xj1,xj]. Ciò avviene se il calibro |Δ| tende a 0.

f si dice integrabile secondo Riemann o Riemann-integrabile nell'intervallo [a,b] se esiste ed è finito il limite 

(1)abf(x)dx:=lim|Δ|0σn

definito integrale di Riemann. dx rappresenta una variazione infinitamente piccola della variabile x, ovvero la lunghezza di un intervallo infinitamente piccolo sull'asse x.

Si può dimostrare che la convergenza del limite (1) non dipende dalla scelta di tj.

Figura 1: l'immagine mostra l'approssimazione dell'area sotto il grafico della funzione f(x) con una partizione a cinque nodi equidistanti con x0=a e x5=b con una somma sinistra di Riemann.

Esempio [ torna al menu ]

Proviamo a calcolare l'integrale della funzione f(x)=c nell'intervallo [a,b], con cR una costante. Iniziamo creando una partizione dell'intervallo con poli x0=a,x1,...,xn=b equidistanti, ovvero tali che

xjxj1=xixi1i,j{1,...,n}

In tal modo il calibro |Δ| della partizione è pari alla lunghezza di un qualsiasi intervallo [xj1,xj].

Calcoliamo, ora, la somma di Riemann:

σn=cj=1n(xjxj1)=c(ba)

Infatti, f(tj) è pari a c per ogni scelta di tj[xj1,xj], essendo la funzione costante, e j=1n(xjxj1) è una somma telescopica.

Infine, si ha

abf(x)dx:=limxjxj10c(ba)=c(ba)

Il risultato è intuitivo: l'area sottesa è un rettangolo di base ba e altezza c, dunque pari a c(ba).

Funzioni reali a più variabili [ torna al menu ]

In più dimensioni l'integrale di una funzione f:DR, con DRn, rappresenta il volume n-dimensionale sotteso tra l'iperpiano x1,...,xn e il grafico Γ della funzione f.

L'idea alla base della definizione è sempre la stessa, generalizzata a più dimensioni. Sia μ una misura e P={D1,...,Dk} una partizione del dominio D in domini normali. La somma di Riemann per f si definisce

σk=j=1kμ(Dj)f(tj)

dove tjDj

La funzione f si dice integrabile secondo Riemann, o Riemann-integrabile, se esiste ed è finito il limite

limμ(Dj)0σk:=Nf(x)dN

L'integrale di Darboux [ torna al menu ]

La definizione di integrale di Gaston Darboux è del tutto equivalente a quella di Riemann, ma ha il vantaggio di essere più semplice.

Funzioni reali a una variabile [ torna al menu ]

Sia f:[a,b]R una funzione continua in [a,b]R. Suddividiamo, come per l'integrale di Riemann, l'intervallo in una partizione 

P={x0,...,xn:x0=a<x1<...<xn1<xn=b}

di n intervalli individuati dai nodi x0,...,xnR.

Definiamo ora le seguenti grandezze:

  • Somma inferiore di Darboux: s(P,f)=i=1n(xixi1)inft[xi1,xi]f(t)
  • Somma superiore di Darboux: S(P,f)=i=1n(xixi1)supt[xi1,xi]f(t)

La funzione f è limitata per il teorema di Weierstrass, dunque ammette l'esistenza degli estremi inferiore e superiore per ogni intervallo della partizione. In particolare ammette un minimo e un massimo, ovvero esistono m=minx[a,b]f(x) e M=maxx[a,b]f(x).

mf(x)Mx[a,b]

Allora si può dimostrare che per ogni coppia di partizioni (P1,P2) di [a,b] si ha

m(ba)s(P1,f)S(P2,f)M(ba)(P1,P2)

Definiti gli insiemi delle somme inferiori e superiori di Darboux al variare della partizione P come segue:

  • σ={s(P,f)}P
  • Σ={S(P,f)}P

dalla disequazione precedente segue che gli insiemi σ e Σ formano due classi separate, ovvero 

sSsσ,SΣ

Per l'assioma di Dedekind sulla completezza dell'insieme R esiste un numero reale χ tale che

sχSsσ,SΣ 

Se χ è anche unico, allora f si dice integrabile secondo Darboux o Darboux-integrabile nell'intervallo [a,b] e l'elemento 

χ:=abf(x)dx

si definisce integrale di Darboux.

Funzioni reali a più variabili [ torna al menu ]

Definiamo, ora, l'integrale di Darboux per funzioni a più variabili. Sia f:DRn una funzione limitata e continua sul dominio normale DRn. Siano m una misura di D e P={D1,...,Dk} una partizione di D in k domini normali.

Le somme di Darboux sono così definite:

  • Somma inferiore di Darboux: s(P,f)=i=1km(Ni)inftNif(t)
  • Somma superiore di Darboux: S(P,f)=i=1km(Ni)suptNif(t)

Come nel caso unidimensionale si può dimostrare le somme inferiori e superiori formano due classi separate al variare della partizione P, ovvero che

supP{s(P,f)}infP{S(P,f)}sσ,SSigma

dove 

  • σ={s(P,f)}P
  • Σ={S(P,f)}P

f si dice integrabile secondo Darboux o Darboux-integrabile nel dominio D se e solo se l'elemento separatore χ di queste due classi coincide con l'estremo superiore di σ e quello inferiore di Σ. Se ciò accade, allora si pone

abf(x)dx:=χ=supP{s(P,f)}=infP{S(P,f)}

e si definisce integrale di Darboux.

Proprietà [ torna al menu ]

L'integrale gode di diverse proprietà.

  • Relazione tra l'integrale di Riemann e l'integrale di Darboux: una funzione è Riemann-integrabile se e solo se è Darboux-integrabile. In particolare, se i due integrali esistono, allora il loro valore è uguale. Per questo motivo non si fa distinzione tra i due e DfdD si chiama integrale di Riemann-Darboux.
  • Linearità: siano f e g due funzioni continue e definite sul dominio DRn e siano λ,μR due scalari. Si ha D(λf(x)+μg(x))dD=λDf(x)dD+μDg(x)dD
  • Additività: sia f una funzione continua su un dominio DRn e sia P={D1,...,Dk} una partizione di D. Si haDf(x)dD=p=1kDpf(x)dD
  • Monotonia: siano f e g due funzioni continue e definite sul dominio DRn tali che f(x)<g(x) per ogni xD. Si ha Df(x)dD<Dg(x)dD
  • Disuguaglianza triangolare: sia f integrabile su un dominio DRn. Si ha |Df(x)dD|D|f(x)|dD

Fonte delle immagini [ torna al menu ]

Figura 1: generato con Microsoft Paint

Riferimenti [ torna al menu ]

Integrale di Darboux - Wikipedia

Integrale di Riemann - Wikipedia

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